mercoledì 6 giugno 2012

Canto nazionale

Dell'Italia mi mancano le sagre e le feste della birra, il piccolo palco allestito nella piazzetta del paese o sul cemento del campo sportivo, i bicchieri di plastica, la birra gelata e il fritto misto.
Dell'Italia mi manca uscire e andare dal panettiere per il pane e uscirne con la focaccia dolce, e ancora meravigliarmi che appena fuori dalla mia zona neanche sappiano che esiste una focaccia dolce.
Dell'Italia mi manca che la cucina sia la stanza più importante della casa.
Dell'Italia mi manca la dinamicità della lingua, l'essere poetiche cose lontanissime dalla poesia.
Dell'Italia mi mancano le colline, le strade di campagna e le tangenziali, la guida a destra e i semafori rosso-verde-giallo-rosso e non tutto il giallo che usano qui.
Dell'Italia mi manca tutta quell'ansia di non essere riconosciuti come Italiani ma arrabattarsi per essere il più cosmopolita possibile.
Dell'Italia mi mancano i ciddì di gruppi italiani che non avevo mai sentito e che sono effettivamente bravi, e che, guarda un po', suonano qui vicino la settimana prossima.
Dell'Italia mi manca la colazione al bar, i free press e i sampietrini, le città d'arte in cui dopo le cinque c'è ancora vita.
Dell'Italia mi manca l'aperitivo, l'happy hour, la Menabrea, il vino rosso.
Dell'Italia mi manca vedere i giocatori della Nazionale di Rugby che cantano l'Inno sapendo tutte le parole.
Ho passato il due giugno come fosse un giorno normale, lavorando e parlando con la gente, pensando che era il due giugno, festa della Repubblica, e che in questi sette mesi gli Italiani, che avrebbero dovuto festeggiare, hanno proprio passato un periodo di merda, e che l'essere partita non me l'ha fatto dimenticare.

Of Italy, I miss town and beer festivals, the small stage mounted in the small town square or on the cement pavement of the sport centre, the plastic glasses, the icy beer and the fish fry.
Of Italy, I miss going to the baker to buy bread and coming back with sweet focaccia, and still being surprised that out of town nobody knows about the sweet focaccia.
Of Italy, I miss that the kitchen is the most important room in the house.
Of Italy, I miss the dynamic language, being poetic things so far from poetry.
Of Italy, I miss the hills, the country roads and the ring roads, driving on the right side and the traffic lights red-green-yellow-red and not all the yellow used here.
Of Italy, I miss the anxiety not to be recognized Italians but getting by to be the most cosmopolitan possible.
Of Italy, I miss cd's of Italian bands I've never heard of that are actually good, and, hang on a minute, they're going to play not far from here next week.
Of Italy, I miss breakfast at the café, freepress magazines and the cobblestones, the cities of arts where after 5pm there's still life around.
Of Italy, I miss aperitivo, happy hour, Menabrea beer, red wine.
Of Italy, I miss the National Rugby Team players singing the national anthem knowing all the words.
I spent 2nd June like it was a normal day, working and talking with people, thinking it was 2nd June, Republic National Feast, and during these seven months Italians, who should have celebrated, had a truly shitty period, and being away didn't make me forget it.


1 commenti:

Giulia ha detto...

Eh gia'! Dovrei farlo anche io un post con le cose che mi mancano dell'Italia...

Baci :)

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